Voce dalla missione (2003)
 

Testimonianza rilasciata, nel 2003, da una Religiosa Ancella del Santuario, missionaria in Ecuador

“Andate ed annunziate a tutte le genti la buona notizia”. (Gesù)

“Il Signore vi indicherà per gradi le opere alle quali vi chiama”. (Giuseppe Masnini)

Considerando, in primo luogo, la Parola di Gesù, e quella del nostro amatissimo Fondatore, Giuseppe Santo Masnini De Cornati, ci siamo sentite spinte a lasciare la nostra bella ed amata Italia per luoghi e persone sconosciute.

Qui ci sostiene soprattutto la presenza viva di Gesù sacramento, siamo poche, con Lui diventiamo una forza e una presenza operante nei luoghi dove lavoriamo.

La nostra presenza, in Ecuador, di “Ancelle del Santuario, o meglio “Siervas del Santuario” dura ormai da quindici anni e ne siamo immensamente riconoscenti al Signore, perché in tutti questi anni ci ha inondate di grazie e ci ha consentito di sperimentare fortemente la sua protezione.

Le prove dolorose non sono mancate, ma con il suo aiuto siamo ancora sulla breccia.

A che cosa ci dedichiamo?

Aperte a quanto ci dice il nostro Fondatore e vedendo l'assoluta necessità dell'evangelizzazione, abbiamo rinunciato ad opere fisse quali una scuola, un asilo infantile, un anzianato... per dedicarci completamente alle Missioni in varie zone dell'Ecuador.

Infatti non passa mese che non ci si metta in viaggio per raggiungere località sperdute dove la presenza del sacerdote è molto limitata perché ha a suo carico la parrocchia e molti <<barrios>> o recinti. La nostra presenza in questi luoghi è sempre appoggiata e sostenuta dal parroco in modo da seguire la stessa linea pastorale nell'unità della Chiesa.

Ricordiamo solo alcuni luoghi dei tanti dove abbiamo fatto missione:

Valle del Chota, Tulcaàn, Loja, La Naranja , Manù, Macarà, Ambato, Naranjito, San Carlos, Quito, Tambo, Matilde Ester, Nueva Union, Barraganatal, Roccafuerte, Milagro e Nueva Aurora ... dove è completa e continuativa la nostra opera pastorale.

E' naturale che tanti spostamenti comportano anche molti sacrifici: tipo di trasporto, mancanza di luce, di acqua potabile, di servizi igienici, alimentazione diversa, cammino e stanchezza per raggiungere la casa da visitare, alloggiare nelle famiglie dove una persona, molte volte si sente incomoda nel vedere lo spazio ridotto e la povertà della famiglia.

E per ultimo gli ostacoli che oppongono le sette che qui prolificano come funghi. Una suora ecuadoriana, ritornando dall'Italia dopo quattro mesi per avervi assistito un corso di aggiornamento così si è espressa: “ora capisco maggiormente il vostro sacrificio: voi italiane avete lasciato tutto per il <<Tutto>>.

Ma perché tutto questo?

Prima di tutto per rispondere all'appello di Gesù. Infatti il nostro fine è portare l'annuncio della salvezza ad ogni uomo che Dio ha affidato alle anime di buona volontà e in modo particolare a coloro che per suo amore gli hanno donato la propria esistenza.

In secondo luogo, osserviamo che sì vale il nostro sacrificio perché la persona che visitiamo si sfoga, chiede una parola di conforto, si apre alla Parola di Dio, si avvicina ai sacramenti; molte famiglie separate ricominciano un dialogo equilibrato, rispettoso; c'è una maggiore fedeltà e una nuova vita familiare; in molti casi ci sono vere e proprie conversioni.

In questo cammino non siamo sole perché Gesù cammina avanti a noi. E' questo che ci da l'allegria, la forza di ricominciare i nostri viaggi.

Intorno alla nostra comunità, soprattutto nei luoghi di missione, si stanno formando piccole cellule col nome di “ grupo de oraciòn Siervas del Santuario”.

Alcune persone, partecipanti a questi gruppi, spesso ci accompagnano nelle missioni, lasciando la propria famiglia per dedicare un po' del loro tempo all'annuncio della salvezza.

In quest'anno dedicato al centenario della morte del nostro Fondatore Giuseppe Masnini, con l'aiuto del Signore, la nostra comunità di Quito spera di poter realizzare un sogno: aprire il Centro social Integral de la Mujer “Josè Masnini” nel quale si vuole promuovere l'aspirazione di molte donne: migliorare le proprie capacità per vivere una vita degna di una persona umana.

In tal modo beneficerà tutta la famiglia, cominciando dai figli, per una migliore salute, alimentazione e cultura.

Non abbiamo entrate fisse. Ci sosteniamo grazie alla Provvidenza che ci giunge dalla nostra comunità italiana e da alcuni amici e benefattori, ai quali siamo immensamente grate soprattutto nelle preghiera per la famiglia, gli ammalati e i defunti.