| Una vacanza e una missione in Italia |
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Ambato 14 Novembre 2005
Dopo una attesa di ben tre anni, finalmente il 22 Settembre del 2005, sono atterrata all'aeroporto di Fiumicino, proveniente dalla nostra missione in Ecuador. Mi sarei fermata un mese e mezzo in Italia.
Mi aspettavano Suor Vincenzina, nel pulmino, e Suor Patrizia che, con una scusa, era riuscita ad arrivare fin dove si ritirano le valige.
Alla partenza avevo ricevuto tante benedizioni dagli amici Ecuadoriani, per cui il viaggio è stato veramente ottimo, eccetto un po' di stanchezza, dovuta alle 24 ore trascorse dall'uscita dalla casa di Quito all'entrata in quella di Roma.
Appena giunta in Casa Generalizia, ho reso grazie al Signore, nella Chiesa della “Santa Famiglia”, poi sono seguiti i calorosi abbracci con le sorelle della Comunità.
Esse mi hanno trovato abbastanza sciupata e invecchiata, per cui viene confermata la decisione di mandarmi a Parma per un serio controllo medico. Comunque, ho preferito andare prima in famiglia, per non destare preoccupazioni ai miei cari.
Dopo un giorno di riposo, ho dato un saluto alle classi medie della scuola “Vincenza Altamura”. La domenica, sono giunti i miei nipoti Rita e Mimmo per portarmi a casa, dove tutti mi aspettavano con ansia.
Saluti, abbracci, nuove conoscenze ed ogni giorno un invito a pranzo presso i parenti. Sono stati giorni di riposo, anche se non sono mancati i dispiaceri nel vedere una cognata paralizzata sulla sedia a rotelle e un'altra che non riesce a riprendersi da una delicata operazione alla testa fatta tre anni fa.
Offriamo tutto al Signore, evitando di lamentarci, perché´se diamo uno sguardo intorno a noi, ci accorgiamo che c'é sempre chi sta molto peggio. Quindi é bene accontentarci ed accettare quanto il Signore ci regala perché tutto é per il nostro bene.
Il 5 Ottobre ho fatto ritorno a Roma, poiché dovevo fare un lavoro in lingua spagnola. Trascorsi otto giorni, come un lampo, durante i quali ho potuto salutare molti amici ed ex alunni degli anni di insegnamento vissuti a Roma, mi era sembrato di rivivere tante esperienze dei vecchi tempi, ecco che giovedì 12 c'è un'altra partenza, questa volta presso la nostra comunità religiosa di Parma, per sottopormi al controllo medico.
Il venerdì mattina, infatti, sono già cominciati i prelievi e i controlli vari che sarebbero durati oltre una settimana. Con la grazia del Signore mi è stato confermato quanto già sapevo, cioè di non avere nessuna nuova malattia grave. Intanto, con Suor Marta, abbiamo approfittato di questo periodo per visitare la vicina comunità di Salsomaggiore. Abbiamo ricevuto un'accoglienza veramente calorosa e fraterna. Nello stesso giorno, abbiamo potuto gustare anche il dono di conoscere un po' da vicino, grazie al nostro amico Alberto, la comunità della “Fraternità di Betania”, una nuova fondazione religiosa che sta suscitando tanto entusiasmo nei giovani ed anche nel cuore di tanti adulti.
Dio, Padre buono, fa nascere sempre nuovi fiori freschi nella sua Chiesa e, a quelli già esistenti, chiede di presentargli una freschezza spirituale che si raggiunge solo attraverso la vera conversione e il vero e totale dono di sé.
Tra le tante sorprese, c'è stata anche quella di dare un saluto molto volentieri a Belgioioso, terra natale del nostro padre fondatore, che sempre mi attira e mi da la sensazione di ritrovarmi con il padre che per moltissimi anni ci é rimasto sconosciuto per mancanza di documenti e forse anche per un po' di dimenticanza. Ci siamo trovate a Belgioioso, in occasione dell'ingresso del nuovo parroco nella parrocchia “San Michele”.
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La celebrazione eucaristica è stata così raccolta, partecipata e solenne che sembrava quasi di stare nella Basilica di San Pietro. Anche qui una bella nota: il Parroco uscente ha riservato per le Suore “Ancelle del Santuario” una casa accanto alla Chiesa. Quanto grande è il desiderio di accettare là un'opera apostolica.
Non poteva mancare la nostra preghiera davanti alla statua della Madonna delle grazie nella zona del Roggiolo, dove andava a pregare anche il nostro fondatore, Santo Giuseppe Masnini.
Abbiamo avuto anche la felice possibilità di salutare il signor Luigi Cerabolini, la cui mamma apparteneva alla famiglia Masnini; egli ci ha confermato il proposito, da parte di coloro che operano in Municipio, di dedicare presto una strada del paese al loro concittadino e nostro fondatore, Monsignore S. G. Masnini.
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E, come dulcis infunde, l'ultimo giorno della mia permanenza in Parma, sempre in compagnia di suor Marta, abbiamo potuto visitare la Madonna di Fontanellato e dare anche un saluto alla sante e sagge Suore di clausura del vicino Monastero.
Tornando a Roma trovo il calendario cambiato: Obbedienza.
Un ultimo saluto in famiglia, e venerdì, 28 Ottobre, partenza per le Puglie in compagnia della Superiora Generale, Madre Maria Stella Cicala, e dell'Economa, Suor Alda Maria Filiberti.
Che viaggio stupendo ci ha regalato il Signore! Sole, pochissimo traffico, strada e vegetazione meravigliosa. Ci aspettava la nostra comunità di Monopoli. Un'accoglienza caldissima e, come in tutte le altre parti, molto affettuosa e fraterna.
Mentre le Madri parlavano di cose serie con il corpo docente della scuola, io mi sono preparata per andare in chiesa, per ringraziare don Peppino per l'aiuto offerto l'anno scorso a un gruppo di donne per ottenere il diploma di sarte e poi anche per avermi dato modo di testimoniare, presso la sua comunità parrocchiale, come é la vita missionaria. Ho parlato, durante l'Adorazione, a un folto e attento gruppo di persone. Ho raccontato com'è la nostra vita concreta. Sono stati molti gli applausi, tanta la comprensione e sentiti i ringraziamenti per quanto stiamo facendo nel tentare di aiutare la nostra gente dell'Ecuador.
Dopo cena, siamo partiti per Terlizzi. Anche qui ho dovuto dare altre testimonianze sulla nostra attività missionaria, partecipare ad incontri con diverse persone desiderose di conoscere i luoghi, i costumi e le condizioni della gente fra cui viviamo in Ecuador.
Ho avuto anche la grazia di poter stare un po' con le nostre Suore anziane della Casa Madre di Terlizzi, il cui ricordo porto nel cuore e per le quali prego il Signore affinché conceda loro le benedizioni e le grazie di cui hanno bisogno.
Non è mancato il saluto alle care sorelle della comunità di Toritto, che ci hanno accolto calorosamente; con le quali, come anche con tutte le sorelle delle altre comunità, ci siamo reciprocamente raccomandate al Signore impegnandoci ad una comunione e unione di cuori nella preghiera.
A conclusione del tempo trascorso in Italia, come non ringraziare il Signore per quanto mi ha permesso di vivere, per tutti i doni che mi ha concesso. E come dimenticare tante e tante persone che, con sincerità di cuore, hanno sentito il bisogno di aiutare, nelle forme più svariate, la nostra missione in Ecuador? Prima di tutto, un grazie particolare va a tutte le “Ancelle del Santuario”, cominciando dalla Madre generale, Suor Marta, Suor Chiara... e tutte le sorelle di ciascuna casa religiosa, per il sacrificio, l'accoglienza, l'affetto e l'aiuto continuo. La lista sarebbe troppo lunga.
Grazie, ancora, alla mia famiglia, che mi ha permesso di vivere i valori affettivi dello stesso sangue. Grazie ai vari sacerdoti che ho incontrato: don Peppino Cito, di Monopoli, Don Mario Petruzzelli, don Vincenzo Boragine e don Michele Cipriani di Terlizzi, per i quali è riservata sempre, da parte nostra, una preghiera particolare, affinché il Signore e la Vergine Maria li sostengano nelle prove e accettino la generosità del loro cuore.
Un grazie sincero e un saluto caro a tutti gli amici e benefattori. Mi risulta impossibile nominarli tutti, però li affido al Signore perché sia Lui a ripagarli di tanti piccoli sacrifici con il cento per uno, così come ha promesso.
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Alla partenza da Quito, avevo promesso al Signore di annunciarlo con la vita anche in Italia. Con la speranza di aver mantenuto la mia promessa, concludo questo scritto affidando il tutto a Chi dirige i nostri passi.
Con affetto
Suor Maria Lidia Tozzi
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